In caso di liti con le banche, l’utente si può rivolgere all’Arbitro bancario Finanziario (ABF), una figura finalizzata ai sistemi di risoluzione alternativa delle liti fra consumatori e banche/finanziarie relative a operazioni e servizi bancari/finanziari. La particolarità di questi sistemi è la rapidità e l’economicità con cui si  gestiscono i contenziosi.
Dal 1° ottobre è entrata in vigore la riforma delle funzioni di questa figura, che ha portato da 100 mila a 200 mila euro il valore delle controversie di cui si potrà occupare l’arbitro; e ha portato a massimo 6 anni la datazione delle vicende oggetto del contendere.
Ricordiamo che un consumatore può ricorrere all’ABF solo nel caso in cui, dopo aver presentato un reclamo alla banca o all’intermediario, trascorsi 60 giorni, non ha ricevuto alcuna risposta o ne ha ricevuto una insoddisfacente.
L’ABF trasmette il ricorso alla banca/intermediario, che dovrà rispondere con le proprie controdeduzioni entro 30 giorni, al termine dei quali il consumatore ha 25 giorni di tempo per ribattere. A questo punto, l’ABF comunica alle parti la chiusura del fascicolo. Ed entro 90 giorni si pronuncerà sull’esito della lite. Tale pronuncia non è vincolante, per cui le parti possono comunque ricorrere al tribunale ordinario, se non soddisfatte dell’esito.

Di Admin

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