FRODI ON LINE: ANCORA BASSA LA PROPENSIONE ALLA DENUNCIA

FRODI ON LINE: ANCORA BASSA LA PROPENSIONE ALLA DENUNCIA

È già capitato di parlare di frodi on line sui nostri canali, specie con riferimento ai conti correnti bancari, in quanto è uno dei temi maggiormente affrontati nell’attività dei nostri sportelli e nelle attività divulgative del nostro Progetto MiSE 8 “I diritti del consumatore nell’era della digitalizzazione – Assicurazioni e credito”.
D’altronde da quando è scoppiata la pandemia da Covid-19 sono sempre più numerosi i cittadini dell’Unione Europea che hanno abbandonato i tradizionali servizi di sportello bancario convertendosi al banking online. Il risultato è che sono aumentati in maniera significativa le frodi e i crimini informatici.
Una recente analisi di Prolifics Testing ha condotto un’indagine su 27.607 cittadini europei, dove emerge che solo il 65% contatterebbe la polizia in caso di frode bancaria.
Un dato sostanzialmente in linea con quello dei cittadini italiani (66%), che si assicurano il nono posto della classifica continentale, guidata da Svezia (82%) Grecia (79%), Spagna (79%) e Cipro (78%).
Passando a un altro crimine diffuso, quello del furto di identità online, sono i Paesi del Nord Europa quelli più fiduciosi nelle forze dell’ordine. La Svezia spicca al primo posto (92%): più di nove su dieci chiamerebbe subito la polizia. Seguono Olanda (l’86%), Finlandia (83%), Danimarca (81%) e Spagna (80%). L’Italia occupa l’undicesimo posto con una percentuale che si attesta al 69%.

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