I PREZZI AUMENTANO, MA L’OSSERVATORIO REGIONALE NON È OPERATIVO

I PREZZI AUMENTANO, MA L’OSSERVATORIO REGIONALE NON È OPERATIVO

Serve rendere operativo l’Osservatorio di controllo dei prezzi sul territorio” – dichiara il presidente di Federconsumatori Basilicata, Michele Catalano. “In alcuni casi la sensazione è che qualcuno ci stia marciando. Ci sono alcune categorie in cui aumenti così elevati non sono giustificati”.

L’Osservatorio dei prezzi al consumo è stato istituito con la D.G.R. della Regione Basilicata n. 1990 del 19/12/2006 con il compito di monitorare le dinamiche dei prezzi dei beni e servizi a livello locale e di promuovere azioni positive volte a contenere i fenomeni inflattivi, nonché per smascherare le speculazioni sui prodotti che compongono il carrello della spesa, che siano generi alimentari o beni per la cura della persona o della casa.

Michele Catalano auspica che venga reso operativo questo strumento, pensato ma mai entrato in funzione. “Un paio di mesi fa, era il 10 giugno, siamo scesi in piazza insieme alle altre associazioni dei consumatori, con la “protesta delle pentole vuote” per denunciare gli aumenti dei prezzi al consumo di beni e servizi: dalle bollette alla pasta. Spiegammo al prefetto di Potenza la necessità dell’Osservatorio regionale di controllo sui mercati, così da garantire un monitoraggio costante. I rincari sono sotto gli occhi di tutti, è impossibile non accorgersene. L’Istat ha certificato un aumento medio del 9 per cento per gli alimentari”.

“Ci sono alcune categorie di alimenti, tra cui diverse specie di frutta e verdura, che non arrivano dall’estero ma sono coltivate e raccolte in Italia: aumenti così elevati non sono giustificati. Oggi lo percepiamo di più perché i rincari stanno colpendo tutte le classi sociali” – continua Catalano.

“Un monitoraggio puntuale può essere uno strumento per bloccare le storture speculative che danneggiano il mercato e la popolazione. I cittadini chiamano gli Sportelli dell’associazione perché dall’oggi al domani sono costretti a pagare migliaia di euro di bollette e non sanno come fare. Non si tratta di giustificare, le speculazioni ci sono”.

Una nuova strategia che si sta diffondendo è la “shrinkflation”: meno prodotto, stesso prezzo, paghi uguale ma la quantità è minore.

“Bisogna tutelare il cittadino informandolo, così che possa fare acquisti in maniera consapevole – conclude Catalano. Ne trae beneficio lui, ma anche l’economia e l’ambiente. Questi aumenti potrebbero far riflettere sul valore dei propri comportamenti e degli acquisti che ogni giorno facciamo. A tal fine auspico che la Regione Basilicata riattivi l’Osservatorio regionale dei prezzi al consumo nell’ottica di favorire una maggiore trasparenza economica in relazione ad importanti voci di costo che gravano sui bilanci delle famiglie e delle imprese promuovendo anche un sistema di monitoraggio e analisi delle tariffe energetiche e delle tariffe pubbliche locali”.

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