RINCARI SUL CIBO. L’AZIONE DI FEDERCONSUMATORI

RINCARI SUL CIBO. L’AZIONE DI FEDERCONSUMATORI

Effetto domino! I rincari energetici hanno ricadute sul cibo. Dalla pasta ai prodotti da forno, dalla carne al pesce, sono previsti aumenti su tutta la filiera agroalimentare. Se sono sempre più allarmanti ed evidenti gli aumenti in bolletta dovuti alla spesa energetica, non meno preoccupanti sono i rincari che si riflettono sul costo del cibo.

Il costo delle materie prime agricole aumenta spinto non solo dai rincari energetici, ma anche dai costi di trasporto, e da quello dei materiali per confezionare il cibo, che hanno subito un aumento a due cifre, del 30% per il cartone, del 40% per buste e vaschette di plastica impiegate per ortaggi di IV gamma, con il paradosso che per alcuni prodotti alimentari è più alto il prezzo del contenitore: “bottiglia”, rispetto al contenuto: “pomodoro”.

L’indicatore elaborato dalla Fao – Food price index – che sintetizza l’andamento dei prezzi alla produzione delle materie prime agricole e alimentari, ha toccato quota 130, ai massimi da dieci anni e a un livello di quasi il 33% più elevato rispetto a quello di un anno fa.

Risale a pochi giorni fa l’ennesimo allarme di Fiesa Assopanificatori Confesercenti sull’incredibile rincaro delle farine, che ha raggiunto picchi dell’81%, in merito ai quali l’associazione ha chiesto un’indagine parlamentare.
Non possiamo come Federconsumatori che sottoscrivere tale appello, per fare chiarezza sugli aumenti e scongiurare l’ipotesi che questi diventino una ghiotta occasione di speculazione.

In tal senso, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato i prezzi di alcuni prodotti alimentari tra marzo di quest’anno (periodo in cui già si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime) e oggi (con ulteriori aumenti dei costi delle materie prime agricole: +22% per il frumento e +79% per l’avena). I rincari che ne emergono sul versante dei prezzi al consumo sono notevoli (mediamente del +15%) e sforano la soglia del 30% nel caso della farina, del pane in cassetta e della pasta integrale.

Un andamento insostenibile per molte famiglie, soprattutto dal momento che incide in settori fondamentali quali quello alimentare. Continuano a preoccuparci fortemente, infatti, le tensioni sui rincari delle materie prime agricole, tra le quali spiccano farine, oli e burro, sui quali abbiamo chiesto si attivi al più presto un attento monitoraggio per sgombrare il campo da ingiustificabili speculazioni.

Quanto di questi aumenti si sia già trasferito al consumo lo dicono i dati Istat sull’inflazione, che certificano un balzo del carovita a settembre al 2,6%, massimo da nove anni, e ricadute in termini economici per i cittadini  pesanti: +864,20 Euro annui per una famiglia tipo (2,5 componenti). La situazione si fa ancora più critica per una famiglia di 4 componenti: in questo caso le ricadute raggiungono quota +1.027 Euro annui.

Alla luce di questi rincari abbiamo inviato una segnalazione all’AGCM invitandola a verificare la sussistenza di ipotesi di cartello sui prezzi dei prodotti alimentari, così come avvenuto nel 2008. Nei giorni scorsi abbiamo fatto altrettanto, invitando il Parlamento ad avviare un’indagine sugli aumenti di GPL, metano e carburanti.
In una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando è fondamentale mettere in campo ogni azione di monitoraggio e sanzione affinché il mercato non sia viziato da intollerabili fenomeni speculativi, che andrebbero ad aggravare ulteriormente i già forti rincari in atto, con forti danni alle famiglie e all’intero sistema produttivo.

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