Notizie

Quali tutele per i cittadini in vista dell’aumento del ticket?

Spread the love

Con una mano tolgono il bollo, con l’altra mettono i ticket su tutte le visite mediche e il prelievo del sangue. Per i lucani doppia stangata: anche 2,50 di ticket sulle ricette farmaceutiche convenzionate.

Mentre il Governo discute di diritto allo studio, arriva la stangata sulla salute. Con il decreto del 21 settembre aumentano le tariffe per 448 prestazioni specialistiche e 222 protesi e ausili. L’aumento medio è del 5,8% e vale 210,7 milioni di euro, di cui 27 milioni pagati direttamente dai cittadini come nuovi ticket.

Persino il prelievo del sangue venoso passa da 3,80 a 4,30 euro. Una visita cardiologica con ECG da 33,60 a 38,00 euro. Il Ministero tranquillizza: +1,50 euro a cittadino in media.

Per SPI CGIL e Federconsumatori è una media falsa. Per un pensionato lucano con diabete, cardiopatia e controlli semestrali l’aumento reale è di decine di euro al mese. In Basilicata il paradosso è che spendiamo meno perché siamo poveri, ma paghiamo di più per curarci fuori. Siamo infatti ultimi in Italia per spesa privata: 377 euro pro-capite contro 730 euro di media nazionale. Non è virtù, è mancanza di capacità di spesa. Lo dice il Report Gimbe 2023. Siamo primi in Italia per fuga sanitaria: 220 euro per ogni lucano che se ne va fuori regione per curarsi. Un saldo negativo di 81 milioni nel 2022-2023. I lucani scappano in Puglia, Campania, Nord perché qui non trovano la prestazione. Rinunciamo a curarci: il 6,7% dei lucani ha rinunciato alle cure nel 2023, meno della media nazionale (7,6%) solo perché non possiamo permetterci il privato.

Liste d’attesa: la Basilicata oggi garantisce il 94,6% delle prestazioni nei tempi contro l’84,6% nazionale, ma il tempo medio di attesa reale è ancora di 133 giorni. Siamo quinti ultimi in Italia per rispetto dei LEA. Per i lucani e le lucane la stangata è doppia all’aumento stabilito dal Governo Meloni nella spesa sanitaria si aggiunge il ticket di 2,50 euro a ricetta nella farmacia convenzionata, stabilito dalla delibera di Giunta del 27 agosto 2026. Si tratta dei farmaci prescritti dal medico di base e ritirati nelle farmacie territoriali.

La misura nasce come adempimento previsto dalla normativa nazionale a seguito del monitoraggio AIFA 2025, che ha rilevato per la Basilicata uno scostamento dello 0,58% rispetto al tetto programmato, pari a circa 7 milioni di euro. Per legge il superamento del tetto comporta misure di contenimento, pena la perdita dei finanziamenti integrativi statali. La Basilicata è stata una delle ultime regioni in Italia ad adottare questo contributo. A differenza di altre regioni, la quota è per ricetta e non per confezione: l’onere massimo resta di 2,50 euro indipendentemente dal numero di confezioni prescritte.

Sono previste esenzioni: circa il 40% delle ricette regionali resta totalmente esente sulla base dei dati del Sistema Tessera Sanitaria. Sono tutelati i codici di esenzione per reddito E01-E05, i pazienti oncologici, malati cronici e rari, invalidi civili, e rimane esclusa la distribuzione diretta ospedaliera, che comprende farmaci ad alto costo e terapie salvavita. L’addizionale regionale IRPEF resta all’aliquota minima di legge dell’1,23%. Operativamente, la misura prevista dal 1° settembre ha trovato attuazione nelle farmacie dal 1° ottobre 2026.

L’impatto economico e sociale nelle aree interne e per un cittadino non esente, in particolare anziano o pensionato residente nei comuni interni, l’effetto cumulato è di 2,50 euro per la ricetta farmaceutica cui va sommato un massimo fino a 36,15 euro per la ricetta specialistica, ai quali si aggiungono i costi di spostamento verso Potenza o Matera, oltre ai tempi di attesa.Alla luce di ciò chiediamo alla Regione Basilicata di valutare forme di tutela aggiuntiva per i residenti dei comuni più distanti dai centri erogatori e la piena riapertura del confronto con le organizzazioni sindacali e sociali. La Regione non scarichi sui cittadini lo sforamento, apra un tavolo su esenzioni per reddito basso e pensionati sotto i 20.000 euro e potenzi l’extra LEA regionale. Al Governo Nazionale chiediamo di ritirare gli aumenti e finanziare il SSN con tassazione su extraprofitti e grandi patrimoni, non sulle analisi del sangue. Serve un piano straordinario per abbattere la migrazione sanitaria: se i lucani trovano la prestazione qui, non pagano due volte. La salute non è una merce. Per gli anziani lucani è già una corsa a ostacoli tra CUP, distanze e pensioni basse. Con questi ticket diventa una rinuncia.

SPI CGIL Basilicata – Segretario Regionale Angelo Summa

Federconsumatori Basilicata – Presidente Regionale Michele Catalano